Ettore Colla

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Ettore Colla

La poetica di Ettore Colla, artista parmigiano, spazia fra la tecnica dell’object trouvé del Nuovo Dada all’allusione realistica in forma astrattista. La sua è una ricerca di forme e rapporti spaziali in stile Informale attraverso l’utilizzo di elementi di recupero, come il ferro.

Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Parma dal 1913, unendosi in amicizia con Attanasio Soldati e con Bruno Barilli, nel 1923 si trasferisce a Parigi dove frequenta gli atelier di importanti artisti quali Emile-Antoine Bourdelle, Constantin Brancusi, Charles Despiau oltre a Henri Laurens. Successivamente compie numerosi viaggi toccando diverse città, tra cui Monaco, Vienna e Budapest.

Nel ’26, tornato in Italia, si stabilisce definitivamente a Roma e inizia a lavorare sotto la guida dello scultore Angelo Zanelli. Nel 1930 espone alla XVII Biennale di Venezia: in questo periodo, dopo aver superato le prime difficoltà economiche del suo iniziale soggiorno romano, gli vengono affidate alcune commissioni per monumenti ufficiali e nel 1936 ottiene la cattedra di ornato modellato al liceo artistico di Napoli. 

L’attività del decennio 1930-40 è dunque subordinata alla partecipazione ai numerosi concorsi per opere ufficiali tra cui si ricordano quelli per il monumento al Bersagliere (1930) e per il monumento al Maresciallo Diaz (1935) a Napoli.

Nel dopoguerra partecipa al clima di rinnovamento culturale caratterizzato dalle accese polemiche su astrattismo e realismo, vivendo da protagonista le vicende della ricerca non-figurativa dell’ambiente romano. Fondamentali in questo momento i contatti con il poeta e critico Emilio Villa e con Alberto Burri. 

Assieme a quest’ultimo, a Capogrossi e a Ballocco, Colla fonda nell’anno 1950 il gruppo Origine. Intorno al metà degli anni ’50 lo scultore compie un ulteriore cambiamento che lo porta a definire una sua particolare linea artistica. 

La sua nuova scultura si caratterizza per l’utilizzo di elementi di recupero, prevalentemente in ferro, creando assemblaggi astratti sebbene, talvolta, allusivi. 

Nel 1955 partecipa alla VII Quadriennale, nel 1957 è presente con una personale alla galleria La Tartaruga di Roma; nello stesso anno partecipa sempre a Roma all’esposizione della Rome-New York Art Foundation e conosce il critico, Lawrence Alloway che lo presenterà ad una mostra presso I’Institute of Contemporary Arts di Londra nel 1959 e che l’anno seguente gli dedicherà una monografia. 

Nel 1959 espone alla galleria “La Salita”. Dopo il ’61 tuttavia si delinea con maggiore chiarezza una ricerca di forme pure, attraverso il recupero di elementi che denunciano una matrice geometrica. 

E’ presente in questi anni anche a mostre collettive nazionali e internazionali. Si ricordano, tra le altre, quelle a New York nel ’61, a San Marino nel ’63 (Oltre l’Informale, “IV Biennale internazionale d’arte”), a Torino nel ’64 (Sculture in metallo, Galleria civica d’arte moderna), nel ’65 a Roma (V Rassegna di arti figurative di Roma e del Lazio e Mostra degli acquisti e delle donazioni dell’anno della Galleria nazionale d’arte moderna), nel ’66 a Parigi (3e Exposition internationale de sculpture contemporaine, Musée Rodin) e ad Edinburgo (Twenty Italian Sculptors, Scottish National Gallery of Modern Art), nel ’67 a Tokyo (Arte italiana contemporanea, Museo d’arte moderna) e New York (Sculptors from 20 Nations, The Solomon R. Guggenheim Museum), nel ’68 a Varsavia (Cento opere d’arte italiane dal futurismo ad oggi, poi replicata a Roma, Galleria nazionale d’arte moderna) e a New York (Recent Italian Painting and Sculpture, The Jewish Museum). 

Nel 1964 partecipa alla XXXII Biennale di Venezia con una sala allestita, che segna il riconoscimento ufficiale dell’opera dell’artista. 

E’ presente alla galleria “La Medusa” di Roma nel 1966 e alla galleria Stein di Torino nel 1967. 

Nel 1966 fonda insieme a Capogrossi, Fontana, Leoncillo, Pasmore, la rivista QUI arte contemporanea, edita da Editalia. Colla muore a Roma, nella sua casa di viale Parioli, il 28 dicembre del 1968.

Tra le molte mostre postume a lui dedicate vanno ricordate, oltre alla retrospettiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1970, le personali nel 1972 alla galleria Marlborough di Roma e alla Galleria Blu di Milano; nel ’73 la mostra Le sculture di E. C. nella città di Pesaro, organizzata dal comune di Pesaro e dalla galleria “Il Segnapassi” con presentazione di G. Ballo; nel ’76 la retrospettiva al Castello Svevo di Bari; nel ’78 la personale organizzata in collaborazione con il comune di Parma alla galleria Niccoli; nel 1980 Sculture in piazza di E. C. organizzata dalla Galleria civica e dal comune di Modena.

“gli oggetti di Colla contengono un racconto ed una morale: sono favole di La Fontaine del nostro tempo” .

Giulio Carlo Argan