(Frosinone, 1910 – Marino, 1998)

Nel 1924 giunge a Roma, dove frequenta lo studio dello zio Domenico e i corsi di disegno presso l’Accademia di San Marcello. Nel 1926 si trasferisce a Torino con la famiglia e affina il “mestiere di scultore” nell’atelier di Michele Guerrisi.
Nel 1930 iniziano i primi riconoscimenti ufficiali (Premio del Turismo offerto dal Ministero della Pubblica Istruzione) e, di lì a poco, le prime mostre a livello nazionale ed europeo, tra cui nel ’35 la Quadriennale di Roma e l’anno seguente la Biennale di Venezia.
Nel 1945 vince, con la collaborazione dell’architetto Mollino, il concorso per il Monumento al partigiano: l’opera, di rimarchevole dimensione, viene eseguita successivamente e collocata nel Campo della Gloria del cimitero Generale di Torino. Nel 1951 tiene la sua prima personale alla Galerie de France di Parigi, la più importante in Europa. La critica straniera, da Jean Cassou a Léon Degand che la presenta in catalogo, da Pierre Descargues a Frank Elgar, si rende subito conto della qualità della sua produzione e del suo significato.
Il riconoscimento più alto lo consegue alla XXIX Biennale di Venezia del ’58, quando ottiene il Gran Premio Internazionale per la scultura. Nel 1960 Lionello Venturi scrive la presentazione al catalogo per la mostra personale alla Kleeman Gallery di New York e nello stesso anno l’artista espone al Dallas Museum of Fine Arts.
Nel ’64 il Comune di Cuneo gli affida l’esecuzione del Monumento alla Resistenza italiana, cui lavora per cinque anni, dal 1964 al 1969.
Nel 1971 la città di Frosinone gli commissiona il Monumento ai caduti di tutte le guerre (la cui idea è del 1970), eseguito in acciaio e collocato nel 1977.
Nel frattempo ottiene anche l’incarico dalla città di Cassino di elaborare un Mausoleo della pace, che verrà collocato nel 1987.
Titolare della cattedra di scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ne tiene anche la direzione dal 1961 al 1969; da Torino si trasferisce nel 1970 a Marino Laziale, insegnando prima all’Accademia di Belle Arti di Napoli, quindi in quella di Roma. Nel 1973 l’Accademia dei Lincei gli conferisce il Premio Antonio Feltrinelli.
Nel 1974 il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris ripropone tutta l’attività scultorea di Mastroianni, aprendo un ciclo dedicato alla scultura italiana del dopoguerra. Nel 1977 un’antologica di “rilievi cromatici”, disegni, bozzetti in legno e incisioni, curata da Floriano De Santi e allogata nel Palazzo Ducale di Urbino, pone in evidenza – forse per la prima volta in maniera così organica – un’espressione creativa relativamente, e a volte per nulla indagata dagli studiosi. Nell’autunno dello stesso anno Mastroianni espone alcune sue opere monumentali a Charleston, nell’ambito dell’edizione statunitense del “Festival dei due mondi”.
Nel 1981 viene inaugurata una importante mostra antologica delle opere di Mastroianni a Forte Belvedere, Firenze, curata da F. Moschini.
Nel 1985 gli viene conferito a Tokyo “The 4th Henry Moore Grand Prize Exhibition the Utsukushigahara Open Air-Museum”. Lo stesso Museo d’Arte Moderna, poco distante dalla capitale nipponica, gli apre una sala permanente con una dozzina di opere, tra le quali ha assoluto spicco il bronzo Hiroshima del ’60.
Nel 1987 regala allo Stato italiano 26 opere per lo più del periodo informale, il nucleo più importante della sua collezione: il valore artistico e morale di questo lascito è documentato dalla mostra allestita al San Michele di Roma.
A coronamento di una prodigiosa carriera – e dopo i premi Biancamano e la Ginestra d’oro del Cònero-, il 27 ottobre del medesimo anno gli viene consegnato a Tokyo il “Praemium Imperiale”, una sorta di Nobel del Sol Levante.
Mentre nei primi mesi del ’90 prende vita ad Arpino nel castello di Ladislao, il Centro Internazionale Mastroianni (oltre cento opere tra sculture, bassorilievi, disegni e incisioni, datate dal 1935 sino ad oggi). Nell’ottobre si apre in Giappone, al “The Hakone Open Air Museum”, l’imponente rassegna “dal Caos alla materia, dall’informe al Cosmos”, che raccoglie la produzione più significativa degli ultimi vent’anni.
Nel dicembre 1992 gli viene conferito il “Premio Michelangelo”.
S’inaugura nel 1993 ad Arpino ad Aprile, nella sede provvisoria del Palazzo Ducale Boncompagni, il Museo del “Centro Internazionale Umberto Mastroianni”, diretto da Floriano De Santi. Nello stesso anno, S.S. Giovanni Paolo II inaugura il monumento di Erice realizzato dal Maestro in occasione della visita al Centro Ettore Majorana l’8 maggio 1993.
A Roma, consolidato il progetto di realizzazione del Museo Mastroianni – con sede nel complesso di S. Salvatore in Lauro, presieduto da Lorenzo Zichichi – l’iniziativa viene inaugurata con la pubblicazione di una corposa monografia.
Nel 1994 a Torino s’inaugura l’imponente lavoro della Cancellata del Teatro Regio e gli viene conferita la Cittadinanza onoraria.
Nel 1995 viene progettato ed inaugurato nella città di Cumiana il bassorilievo in bronzo a ricordo dei caduti nella Resistenza.
Nello stesso anno la Città di Cento, in onore a Guglielmo Marconi, inaugura la scultura monumentale Elettra e, presso il Palazzo dell’Arte in occasione della Triennale di Milano, Umberto Mastroianni espone nei giardini, tre sculture monumentali: Guerriero del 1970-1988, Fantascienza del ’71 e Macchina sacrale dell’88. Nel 1996, dopo la personale alla “Borgogna” di Milano, viene ordinata a Torino, nell’ambito del Salone del Libro, la rassegna “Mastroianni e la letteratura”.
Nel novembre 2005, presso il Museo del Corso di Roma, la Galleria Edieuropa organizza un’importante retrospettiva, curata da Floriano De Santi, la stessa che nel luglio 2006, sarà poi presentata a Spoleto, in occasione della 49ma edizione del Festival dei Due Mondi.

Fondazione Umberto Mastroianni