(Roma, 1927)

Dopo aver frequentato il liceo classico, nel 1945 si iscrive alla Facoltà di Lettere; negli anni seguenti è allievo di Lionello Venturi, con il quale prepara la tesi di laurea sulla pittura metafisica di Giorgio De Chirico. Con Dorazio, Guerrini, Vespignani, Buratti, Muccini, Maffioletti, Perilli fonda il Gruppo Arte Sociale (GAS); allo stesso tempo collabora alla nascita e alla redazione delle riviste “Ariele” e “La Fabbrica”, organi del GAS, delle quali esce un unico numero. Nel 1946 conosce Renato Guttuso, ne frequenta lo studio ed entra in contatto con Accardi, Attardi, Consagra, Sanfilippo e Turcato, costituendo con loro, l’anno dopo, il Gruppo Forma1, di cui dirige la stesura del manifesto per un’arte “della forma pura”. In ottobre dello stesso anno espone alla prima mostra di Forma 1 che si tiene nella Galleria Art Club: durante lo stesso mese tiene nei locali dell’Art Club una conferenza dal titolo “Del Formalismo”. Nell’anno seguente collabora con Sottsass jr all’organizzazione della prima mostra di Arte Astratta in Italia che si tiene alla Galleria di Roma.
In forte polemica con il Neorealismo che si andava diffondendo in quegli anni, Achille Perilli aderisce nel 1948 al Mac (Movimento Arte Concreta), con Soldati, Munari, Monnet, Dorfles, collaborando poi, nel 1952, alla fondazione delle riviste “Origine” e “Arti Visive”. Presentato da Lionello Venturi, partecipa al I Congresso Internazionale di critici d’arte che si tiene a Parigi dal 21 al 28 giugno 1948, presentando insieme a Dorazio una relazione sulla situazione della pittura italiana del ‘900. Nel 1950 fonda, con Dorazio e Guerrini, la Libreria-Galleria Age d’Or, a cura della quale viene pubblicato il primo quaderno tecnico-informativo d’arte contemporanea “Forma 2”. Il primo e unico numero è un “Omaggio a V. Kandinsky”, con testi di Max Bill, Nina Kandinsky, Enrico Prampolini e altri; il saggio di Perilli è dedicato alla grafia di Kandinsky. In occasione dell’Anno Santo l’ Age d’Or organizza uno spettacolo di contestazione: il “Galileo Galilei” di Bertold Brecht, con la regia di Vito Pandolci e come protagonista Perilli nelle vesti di Urbano VIII.L’ Age d’Or, in collaborazione con l’Art Club, organizza inoltre la mostra d’Arte astratta e concreta in Italia (la prima rassegna completa dell’astrattismo italiano) che si tiene in febbraio alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Ancora nel 1951 con Ballocco, Burri, Capogrossi e Colla, Perilli dà vita alla Fondazione Origine e, su invito di Lucio Fontana, realizza pitture murali per la sede della Triennale di Milano. Nel 1956, conosce Tzara e tiene la prima mostra personale alla Strozzina di Firenze. Con Gastone Novelli, nel 1957, fonda la rivista “L’esperienza moderna” e partecipa alla Biennale di San Paolo del Brasile; nello stesso anno espone ad una mostra personale allestita alla Galleria La Tartaruga. Nel 1963 partecipa a Palermo alle riunioni del “Gruppo 63”: realizza scene, proiezioni e costumi per lo spettacolo “Teatro Gruppo 63” alla sala Scarlatti di Palermo. Contemporaneamente espone una mostra personale a New York presso la Galleria Bonino. Dopo la partecipazione alla mostra “L’art et l’écriture” alla Kunsthalle di Baden Baden (1963), realizza scene e costumi del balletto “Mutazioni” per la Scala di Milano (1965).Nel 1965 si aggiudica il Premio Comune di Roma alla Quadriennale e riceve l’incarico di dirigere il Dipartimento del Corso Superiore di Industrial Design di Roma e, nel 1968, fonda la rivista “Grammatica” con Giuliani, Manganelli e Novelli. Dal 1961 al 1969 ha una mostra personale che si tiene alla Galleria Nazionale di Praga ed espone ad una serie di mostre personali in Italia e ancora all’estero: presso la Galleria Marlborough di Roma, alla Galerie Espace di Amsterdam, alla Frankfurter Westend Galerie di Francoforte, alla Jacques Baruch Gallery di Chicago. Partecipa alla International Biennal Exhibition of Prints in Tokyo. Sempre attento alla teorizzazione dell’arte, sottoscrive il “Manifesto della Folle Immagine nello Spazio Immaginario” nel 1971 e, l’anno successivo, è tra i fondatori del Gruppo Altro, con cui collabora fino al 1981 per l’organizzazione di mostre e spettacoli.

Nel 1979 organizza e realizza per il comune di Roma la mostra “L’avanguardia polacca 1910-1978” al Palazzo delle Esposizioni. Nel 1982 Perilli, che ormai oscilla abitando e operando fra Roma e Orvieto, redige il manifesto “Teoria dell’irrazionale geometrico” e prosegue con successo la sua intensa attività espositiva in Italia e all’estero, concludendo nel 2004 il suo progetto a lungo termine “The Librericciuola”, iniziato nel 1991, che ha prodotto 20 preziosi volumi illustrati con sue incisioni originali, accompagnate da testi e poesie di Nanni Balestrini, Cesare Vivaldi, Edouard Jaguer, Alain Jouffroy, Emilio Villa e molti altri.

Nel 1997 riceve il Premio Presidente della Repubblica, mentre nell’anno seguente propone alle Scuderie del Castello di Praga l’antologica “Forma 1 e i suoi artisti”, una mostra che verrà riproposta a Roma nel 2000. Il 2005 si è aperto con una grande retrospettiva “Achille Perilli – l’Espressività del segno” organizzata all’Institut Mathildenhöhe di Darmstadt. Offre nel 2006 una esposizione dal titolo “La Stravaganza della Scultura” che contiene una serie di sculture, dalle Colonne realizzate a partire dal 1963 fino al 1968, i Bianchi del 1975, i Distorti (1996-98), le Argille (1997-98), fino agli Alberi, produzione a cui il Maestro continua a lavorare ancora oggi.

Achille Perilli


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