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Piero Sadun

Piero Sadun, ebreo, senese, poi partigiano, fu pittore dall’intelligenza effervescente, “amico” degli artisti astratti più importanti degli anni’50-’60, come Burri, Capogrossi, Colla, Fontana, Leoncillo, Scialoja. Esempio di tenacia e perseveranza nell’aver insistito nella sua produzione artistica, nonostante le leggi razziali, rappresenta oggi un punto di riferimento biografico per ogni mente creativa.

Capogrossi

Giuseppe Capogrossi

Giuseppe Capogrossi, pittore italiano, rimane colpito dai fogli dei disegno dei bambini: una sequenza di segni che sviluppa lo spazio. Nel secondo dopoguerra riconosce al segno lo strumento di invenzione della spazio; approda così ad un’arte modulare, in cui il segno, ripetuto uguale ma con intensità diverse, nella sua ripetizione crea una catena che definisce un orizzonte di senso, di spazio in cui sviluppare la fantasia. Perché il segno non contiene nessun concetto, rappresenta solo se stesso, definisce il suo spazio, i segni diventano un’organizzazione interiore della spazialità.

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Ettore Colla

La poetica di Ettore Colla, artista parmigiano, spazia fra la tecnica dell’object trouvé del Nuovo Dada all’allusione realistica in forma astrattista. La sua è una ricerca di forme e rapporti spaziali in stile Informale attraverso l’utilizzo di elementi di recupero, come il ferro.