Aldo Calò

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Osvaldo Calò si diploma all’Istituto d’Arte di Lecce e nel 1943, sposa Alfonsina Cerundolo, la compagna di tutta la sua vita.
Nel 1935 compie il suo primo viaggio a Roma e nel 1937 vince il concorso per
l’insegnamento di discipline tecniche presso l’Istituto d’Arte di Lecce. Nel 1938 viene chiamato ad insegnare a Sulmona e, intanto, segue i corsi presso il Magistero d’Arte di Firenze. Nel 1940 viene chiamato alla Scuola d'Arte di Lecce dove insegna ininterrottamente, con la sola parentesi della guerra, fino al 1954. anno in cui lascia Lecce per andare a dirigere l’Istituto d’Arte di Volterra.
Nel 1945 allestisce la sua prima personale a Lecce, mentre ha già iniziato a frequentare artisti e intellettuali salentini (come Geremia Re, Antonio D’Andrea, Lino Paolo Suppressa, Oreste Macrì, Vittorio Bodini, Vittorio Pagano, Luciano De Rosa ed altri) che si sono radunati intorno al giornale 'Libera Voce'. Da questo momento in poi la sua creatività si fa sempre più intensa, deciso a superare i limiti inevitabili della periferia, resi più pesanti in questi anni dell’immediato dopoguerra per l’assenza di infrastrutture culturali che potessero offrire canali di diffusione e affermazione della propria opera.

Così, nel ’48 è premiato ex-aequo al Gran Premio Forte dei Marmi, conosce Cagli, Mirko e altri, e riceve il Premio Sanremo, mentre va allestendo nuove personali, a Venezia (Galleria del Cavallino – 1947) e a Roma (Galleria del Secolo – 1949). Il 1948 è anche l’anno in cui vede, alla Biennale, l’opera di Moore (presso il quale, a Perry Green, soggiornerà quando, nel 1952, gli viene assegnata una Borsa di Studio per l’Inghilterra).
Nel 1950, sempre grazie ad una Borsa di Studio, va in Francia ( dove conosce e frequenta Severini, Campigli, Brancusi, Zadkine e Magnelli) e, l’anno successivo, vi allestisce una personale al Centre d’Art Italien presentato da Zadkine.
Nel 1958 viene chiamato ad insegnare all’Istituto d’Arte di Roma, città nella quale si
stabilisce definitivamente. Qui, nell’ambito dell’impegno didattico (però mai disgiunto dalla sua ricerca artistica) va ricordata l’organizzazione del Primo Corso Superiore di Disegno Industriale e Comunicazione Visiva (1965), dal quale, grazie al suo entusiasmo e al suo infaticabile impegno nascerà nel 1973 l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA).

Sue opere cominciano ad essere presentate nelle maggiori rassegne d’arte mondiale, in Italia (Biennali di Venezia e Quadriennali di Roma) e all’estero (Parigi, Edimburgo, Anversa, Oslo, Colonia,Tokyo, Buenos Aires), ottenendo un vasto riscontro da parte di pubblico e critica. Riceve il Gran Premio Internazionale di Scultura, alla Biennale Internazionale d’Egitto (1961), il premio della Scultura (ex-aequo) alla XXXI Biennale d’Arte di Venezia (1962) e vince il Concorso Nazionale per il Monumento alla Resistenza Italiana di Cuneo (1963).

Nel 1965, su proposta del Ministero della Pubblica Istruzione, il Presidente della Repubblica gli conferisce la “Medaglia d’oro Benemeriti della Cultura e dell’Arte”. Nel 1979 l’assegnazione dell’undicesimo Compasso d’Oro. Nel 1965 espone alla Galleria
dell’Obelisco i suoi “oggetti plexiglass”; nel 1968 presenta alla Galleria La Medusa gli
“elementi modulati”; nel 1976 espone alla Galleria Serafini le “piastre” di piccolo formato.
E’ presente alla Galleria Editalia nel 1979, con un importante selezione di sculture, nel 1981 e nel 1983 con l’interessante nucleo di dipinti “Itinerari Pittorici”.