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Giuseppe Santomaso

Giuseppe Santomaso è definito il più lirico tra i pittori italiani: un artista dai “tempi lunghi”, lento, intuitivo, meditativo. Il suo obiettivo era creare equilibrio ed armonia valorizzando il colore. La sua caratteristica si fonda sull’automatismo del gesto, sullo sfruttamento delle trasparenze e sulla vibrazione dei colori.

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Giuseppe Capogrossi

Giuseppe Capogrossi, pittore italiano, rimane colpito dai fogli dei disegno dei bambini: una sequenza di segni che sviluppa lo spazio. Nel secondo dopoguerra riconosce al segno lo strumento di invenzione della spazio; approda così ad un’arte modulare, in cui il segno, ripetuto uguale ma con intensità diverse, nella sua ripetizione crea una catena che definisce un orizzonte di senso, di spazio in cui sviluppare la fantasia. Perché il segno non contiene nessun concetto, rappresenta solo se stesso, definisce il suo spazio, i segni diventano un’organizzazione interiore della spazialità.

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Giulio Turcato

Giulio Turcato, pittore italiano, caratterizza la sua arte con un’impronta violenta del segno derivatagli dal suo spirito essenzialmente nomade ed individualista che, instancabilmente, l’ha portato a viaggiare, a cercare ed a partecipare a svariati tentativi artistici. Questa sua curiosità l’ha portato con spirito ironico a impersonificare un momento fondamentale dello sviluppo dell’astrattismo informale italiano.

Giacomo Balla

Giacomo Balla

Giacomo Balla, artista italiano, vuole risignificare il suo mondo, offrire un nuovo tipo di pensiero fondato sul movimento. I temi che affronta sono umanitari e la sua analisi del movimento lo spinge a scomporlo in forme geometriche semplici. Scopre la luce come strumento per significare la realtà, come mezzo impertinente che definisce le forme, i limiti, i corpi. La sua è un’ossessione della modernità.

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Ettore Colla

La poetica di Ettore Colla, artista parmigiano, spazia fra la tecnica dell’object trouvé del Nuovo Dada all’allusione realistica in forma astrattista. La sua è una ricerca di forme e rapporti spaziali in stile Informale attraverso l’utilizzo di elementi di recupero, come il ferro.

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Claudio Verna

La Pittura analitica di Caudio Verna, come risposta al Minimalismo americano, pone al centro l’essenza stessa della pittura considerata nei suoi elementi costitutivi come lo spazio, la forma e il colore, inaugurando una dimensione differente, in cui il gesto si libera e il protagonista assoluto è il potere luminoso del colore che nasce da una sovrapposizione di strati e necessita una lenta percezione.

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Alberto Burri

La sua ricerca artistica sulle qualità espressive della materia lo conduce alla sublimazione poetica dei rifiuti per un’arte che illustra la vita con la sincerità della vita stessa.

un’arte che illustra la vita con la sincerità della vita stessa.

Afro

Afro Basaldella

(Udine, 1912 – Zurigo, 1976) La familiarità con il mestiere della pittura è quasi naturale, il padre e lo zio sono pittori decorativi, mentre i fratelli più grandi Dino e Mirko, saranno scultori. L’esordio è nel 1928, accanto ad Angilotto Modotto, Filipponi oltre che a Dino e Mirko, nella mostra Leggi tutto…