dorazio

Piero Dorazio

Piero Dorazio è stato un pittore e critico d’arte che attraverso le sue sperimentazioni nel panorama cubista, futurista, costruttivista e nell’arte informale, ha contribuito all’affermarsi dell’arte astratta in Italia.

Mario Raciti

Mario Raciti, pittore italiano vicino ad i maestri di Simbolismo Astratto, usa la pittura come “luogo” nel quale è possibile attraverso la metafora, trasfigurare il significato delle cose. Per lui lo spazio pittorico è un’occasione per indagare il profondo e quanto vi è in nuce alla rappresentazione.

Raciti
hafif

Marcia Hafif

Marcia Hafif, artista statunitense, aveva il dono della pazienza e dell’osservazione. Di primario interesse sono i suoi monocromi in cui indaga dimostrando come attraverso strutture perfettamente geometriche il colore dischiuda ulteriori dimensioni avvolgenti.

Luigi Boille

Luigi Boille, artista dalla personalità integerrima, non si discostò mai dalla ricerca della pittura purissima. La sua “traccia”, perciò, come gesto che si converte in segno, trasforma in pittura quello che è stato l’automatismo per la scrittura.

Boille
fontana

Lucio Fontana

Lucio Fontana, fondatore del movimento Spazialista, infrangendo la tela con buchi e tagli, vuole superare la tradizionale distinzione tra pittura e scultura cercando un ritorno alle origini della forma.

Guido Strazza

Guido Strazza è un artista italiano in costante ricerca del segno-luce, del segno-colore, perché il segno è la chiave d’accesso all’essenza stessa della Natura. Un traguardo mentale.

strazza
santomaso

Giuseppe Santomaso

Giuseppe Santomaso è definito il più lirico tra i pittori italiani: un artista dai “tempi lunghi”, lento, intuitivo, meditativo. Il suo obiettivo era creare equilibrio ed armonia valorizzando il colore. La sua caratteristica si fonda sull’automatismo del gesto, sullo sfruttamento delle trasparenze e sulla vibrazione dei colori.

Giuseppe Capogrossi

Giuseppe Capogrossi, pittore italiano, rimane colpito dai fogli dei disegno dei bambini: una sequenza di segni che sviluppa lo spazio. Nel secondo dopoguerra riconosce al segno lo strumento di invenzione della spazio; approda così ad un’arte modulare, in cui il segno, ripetuto uguale ma con intensità diverse, nella sua ripetizione crea una catena che definisce un orizzonte di senso, di spazio in cui sviluppare la fantasia. Perché il segno non contiene nessun concetto, rappresenta solo se stesso, definisce il suo spazio, i segni diventano un’organizzazione interiore della spazialità.

Capogrossi
turcato

Giulio Turcato

Giulio Turcato, pittore italiano, caratterizza la sua arte con un’impronta violenta del segno derivatagli dal suo spirito essenzialmente nomade ed individualista che, instancabilmente, l’ha portato a viaggiare, a cercare ed a partecipare a svariati tentativi artistici. Questa sua curiosità l’ha portato con spirito ironico a impersonificare un momento fondamentale dello sviluppo dell’astrattismo informale italiano.

Gianluca Murasecchi

Gianluca Murasecchi, scultore italiano, indaga l’espressività di nuovi materiali attratto dalle multiformi possibilità del segno.
Ogni opera di Murasecchi è un sistema complesso di relazioni tra rigore esecutivo ed affrancamento da rigidità schematiche.

murasecchi