“Pagine non vuole riferirsi alla sola parola scritta, ma al nostro costante e spesso inconsapevole “leggere” il mondo nella sua straordinaria molteplicità di forme e di senso. La lettura, si sa, richiede tempo, ritmo, concentrazione. Quello che Almagno chiede da molti anni, con rigore e disciplina, al suo percorso creativo e alle sue opere.”


mercoledì 24 marzo 2010

 

La mostra, che rimarrà aperta fino al 4 giugno  2010, presenta tutte opere inedite che lo scultore Roberto Almagno ha realizzato appositamente per questi spazi, facendo dialogare la scultura, suo linguaggio privilegiato, con il disegno, da sempre luogo di sperimentazione e di riflessione.

Il titolo Pagine è stato scelto, da Almagno e da Micol Forti, insieme, proprio per introdurre e chiarire il confronto tra due mondi formali, quello tridimensionale e quello di superficie, paralleli e autonomi, nel loro appartenere, ad un tempo, alla dimensione artistica e a quella della realtà.

Pagine non vuole riferirsi alla sola parola scritta, ma al nostro costante e spesso inconsapevole “leggere” il mondo nella sua straordinaria molteplicità di forme e di senso. La lettura, si sa, richiede tempo, ritmo, concentrazione. Quello che Almagno chiede da molti anni, con rigore e disciplina, al suo percorso creativo e alle sue opere.

Così il legno, da sempre materiale privilegiato per le sue sculture, scelto ed esaltato per la sua qualità di segno liricamente teso nello spazio, si unisce – nelle opere presentate in questa mostra – con superfici ampie, sinuose, animate che impongono un nuovo tempo e una nuova dimensione. Ugualmente la superficie della carta usata per i disegni, accoglie segni fatti – ancora una volta – di materia: carbone, fibra di ferro, ruggine, cenere; fissati sulla fragile, ma solo in apparenza, superficie cartacea con la forza del colpo di martello.

L’essenzialità formale e l’intensità poetica, che da sempre accompagnano la ricerca di Almagno, trovano in questa serie di opere, una nuova sonorità di espressione, una stratificazione dei toni e delle sfumature, capaci di indicare una possibile amplificazione dei significati, delle letture e delle interpretazioni.

 

Roberto Almagno 

 


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