“L’adozione di tecniche tradizionali, di tecniche più sperimentali o di vere e proprie contaminazioni tra linguaggi diversi, sono comunque tutte tese entro una dimensione ipotetica, dove è lo scorrimento e non la fissazione, il carattere dominante del lavoro. Dove i confini sono mutevoli e ogni giorno si estendono in una differente dimensione”.

a cura di Giovanni M. Accame


Mutevoli Confini

domenica 7 marzo 2004

“Occorre una sensibilità che sappia comunicare in modo da carpire la nostra attenzione, da scavalcare le immagini già contenute negli archivi della memoria. L’opera che oggi ci sorprende e ci attrae è una forma alla quale non pensavamo, ma che sentiamo appartenerci non appena avvenuto il suo incontro.” Cosi Giovanni Accame presenta questi sette artisti, quasi tutti già affermati sulla scena italiana, in qualche caso anche su quella internazionale.Preferisce non classificarli né schematizzarli. “Le opere di questi artisti, sembrano acquistare una maggiore forza quando le pensiamo e il nostro pensiero diviene più concreto calandosi nella fisicità del lavoro……… Le attuali strategie conoscitive dell’arte affermano la pluralità delle direzioni e il loro continuo incrociarsi. L’adozione di tecniche tradizionali, di tecniche più sperimentali o di vere e proprie contaminazioni tra linguaggi diversi, sono comunque tutte tese entro una dimensione ipotetica, dove è lo scorrimento e non la fissazione, il carattere dominante del lavoro. Dove i confini sono mutevoli e ogni giorno si estendono in una differente dimensione”.La mostra, la cui organizzazione è affidata a Raffaella Bozzini , rappresenta un significativo apporto di nuove tendenze nell’attività dell’Edieuropa che da circa quarant’anni promuove, anche in spazi museali pubblici, i movimenti più importanti dell’arte italiana e europea.