“L’opera di Arranz-Bravo rappresenta una rottura con la pittura drammatica e trascendente del dopoguerra spagnolo (rappresentata da Tàpies e dalla generazione informale) ed è un simbolo della generazione ribelle degli ultimi anni della dittatura franchista e dei primi anni della transizione democratica.”

a cura di
Albert Mercadé

Martedì 15 giugno la Galleria Edieuropa – Qui arte contemporanea apre i propri spazi, nel cinquecentesco Palazzetto Cenci, all’arte spagnola con un’esposizione del catalano Eduardo Arranz-Bravo, uno degli artisti più rappresentativi della generazione del maggio del ’68 in Spagna, curata dallo storico dell’arte Albert Mercadé .

L’opera di Arranz-Bravo rappresenta una rottura con la pittura drammatica e trascendente del dopoguerra spagnolo (rappresentata da Tàpies e dalla generazione informale) ed è un simbolo della generazione ribelle degli ultimi anni della dittatura franchista e dei primi anni della transizione democratica.

In quegli anni la sua pittura esce dalla tradizionale cornice, e comincia a decorare fabbriche – come l’edificio Tipel di Parets del Vallés – e case private di rinomati pittori e scrittori – come la casa di Camillo José Cela a Maiorca; sperimenta differenti discipline artistiche: la pittura, le incisioni, la scultura, il disegno e in alcuni casi anche la performance o addirittura la scenografia cinematografica.

Arranz-Bravo nasce a Barcellona nel 1941, negli anni sessanta inizia a lavorare con la prestigiosa Galleria Gaspar di Barcellona, che in quel momento rappresentava Mirò e Picasso.

Negli anni settanta collabora con alcune Gallerie di Milano e Torino. Nel 1980 viene scelto come rappresentante del Padiglione Spagnolo alla Biennale di Venezia.

All’inizio degli anni Ottanta trasferisce il suo studio a Cadaqués e partecipa attivamente al risveglio artistico e culturale che si viveva in quel luogo magico, dove convivevano tra gli altri l’arte di Salvador Dali, Marcel Duchamp, Richard Hamilton, Diether Roth e la Galleria dell’architetto italiano Lanfranco Bombelli. Sono questi anni d’intenso lavoro scultoreo e di scambio culturale con la Germania.

A partire dal 1990 trasferisce il suo studio vicino a Barcellona, dove inizia un periodo sereno e fecondo, caratterizzato da un intenso scambio culturale con New York e San Francisco, attraverso la Galleria Franklin Bowles.

Nel settembre 2009 inaugura vicino Barcellona, la Fondazione Arranz-Bravo, donando più di trecento opere tra pittura, scultura e disegni, che costituiscono l’esposizione permanente. Tuttavia, l’obiettivo principale dell’istituzione e del pittore è la difesa dell’arte giovane che a Barcellona dispone di poco spazio per essere promossa, oltre ad essere uno spazio dove si realizzano diverse attività ed eventi culturali.

La mostra, che rimarrà aperta fino al 23 luglio 2010, presenta l’ultima produzione dell’artista: circa trenta opere tra olii su tela, tempere, disegni su carta e sculture.

 

Categorie: 2010Mostre

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