“nel rifiuto e nel superamento della pittura intesa come rappresentazione sulla tela; egli, invece, con le estroflessioni, concepisce la tela come oggetto espressivo, come realtà tridimensionale, che diventa insieme scultura e architettura.”

 

Bonalumi, tensioni sotto la superficie

domenica 15 ottobre 2006

 

Agostino Bonalumi ritorna ad esporre alla Galleria Edieuropa, (l’ultima mostra, curata da Elena Pontiggia, risale al 1994), con una selezione di oltre venti opere su tela e su carta, che si riferiscono alla produzione degli ultimi anni.Pittore, scultore, scrittore, critico, Bonalumi, sin dagli inizi del suo percorso di artista si inserisce nell’avanguardia dell’arte italiana ed europea per completezza e rigore di ricerca.Molto importante è stata la sua formazione artistica iniziata nell’alveo della lezione di Lucio Fontana e proseguita nell’ambito del gruppo “Azimuth”, con Castellani e Manzoni, con la prima mostra, nel 1958, alla Galleria Pater di Milano. Ma subito la sua ricerca si evolve secondo un suo percorso autonomo, nel rifiuto e nel superamento della pittura intesa come rappresentazione sulla tela; egli, invece, con le estroflessioni, concepisce la tela come oggetto espressivo, come realtà tridimensionale, che diventa insieme scultura e architettura.Negli anni sessanta e settanta Bonalumi risente molto dell’influenza delle contemporanee esperienze artistiche americane: le shaped canvas, in cui la superficie della tela viene modellata grazie ad un gioco di supporti lignei e si sporge in fuori, così da costituire effettivi, concreti, episodi plastici. I materiali che egli utilizza (tela, cirè, tessuto elastico gommato), sono tutti materiali che possono essere portati a tensione, realizzando così delle superfici che presentano delle sporgenze e delle rientranze. Dice Bonalumi in un’intervista, …introflessione ed estroflessione sono termini inevitabili nella descrizione della mia opera…stanno ad indicare l’azione di forze contrarie agenti sulla superficie, portandola a tensione.


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