“La simbologia dell’ombra accomuna tutte le culture, dalla concezione salvifica e ottica dell’occidente, fino a quella orientale buddista, illuminante. Nelle trame rituali i simboli naturali costituiscono delle stazioni importanti, dei punti di raccordo per la conquista dell’essenza dell’essere sottile. La mostra All’ombra del bianco, riunisce alcuni possibili percorsi attorno all’imprendibile significato del bianco e dell’ombra.”


giovedì 29 marzo 2012

Maria Chiara Calvani, Amrit Chusuwan, Fabrizio Corneli, Sakarin Krue-On, Alessandra Porfidia, Sittichai Pratchayaratikun, Stato di Famiglia

 

La simbologia dell’ombra accomuna tutte le culture, dalla concezione salvifica e ottica dell’occidente, fino a quella orientale buddista, illuminante. Nelle trame rituali i simboli naturali costituiscono delle stazioni importanti, dei punti di raccordo per la conquista dell’essenza dell’essere sottile. La mostra All’ombra del bianco , proposta nella galleria Edieuropa, a cura di Vittoria Biasi, riunisce alcuni possibili percorsi attorno all’imprendibile significato del bianco e dell’ombra. Lavorando sulla memoria, l’immaginazione consacra l’ombra di una poesia della mente vicino al bianco, luogo del divenire, delle ricognizioni dell’anima, delle figurazioni interiori.

Il progetto propone l’incontro di tra la filosofia buddhista degli artisti tailandesi Amrit Chusuwan, Sakarin Krue-On, Sittichai Pratchayaratikun e un percorso scientifico – letterario dell’occidente espresso nelle opere dei suoi artisti, Maria Chiara Calvani, Fabrizio Corneli, Alessandra Porfidia, Stato di famiglia.

Dalla seconda metà del Novecento in occidente si assistette ad un fenomeno di ritorno del reale, il che emergono venire poetica delle cose, pratica dell’oggetto. Da ciò uno pone il percorso che in atto è un’idea di desiderio, di contatto con il mondo, fino ai nuovi linguaggi che traducono nel panorama artistico il comportamento semplice, il piacere del quotidiano, la ricerca emotiva di un sentimento. Lo sguardo sul circostante penetra il profondo delle cose e lo fa riemergere con un procedimento rituale vicino alle pratiche orientali. La ricerca filosofica degli artisti tailandesi, di consapevole identità distante dalla cultura globale, si coniuga con la ricerca scientifica dell’artista Fabrizio Corneli. La scansione ritmica in Maria Chiara Calvani, Alessandra Porfidia e Stato di Famiglia lavora attorno ad un gesto che per differenti percorsi ricerca l’energia di un filo bianco reale o immaginario che congiunge tutti i linguaggi nella storia artistica ed umana.

 

 

Vittoria Biasi

Categorie: 2012Mostre

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *