Afro, l’arte è la nostalgia postuma della vita

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Invito-Afro_nostalgia postuma della vita

Afro
l'arte è la nostalgia postuma
della vita

16 dicembre 2007

presentazione in catalogo di Achille Bonito Oliva

“Una tensione verso la forma, intesa come capacità di trasfigurazione della materia e di approdo allo svelamento di un senso interno, attraversa i territori dell’arte nell’arco di oltre cinquecento anni, costituendo così il filo rosso capace di dare identità all’immagine italiana”.

Domenica 16 dicembre la galleria Edieuropa – Qui arte contemporanea inaugura il nuovo spazio espositivo in Piazza Cenci. La prima mostra è dedicata ad Afro dal titolo  L’arte è la nostalgia postuma della vita, nell’ occasione verrà presentato il catalogo con testo introduttivo di Achille Bonito Oliva. L’evento prevede l’esposizione di oltre venti opere di particolare importanza che documentano la ricerca artistica di Afro, realizzate dall’artista tra gli anni Quaranta e gli anni Settanta: da Autoritratto, disegno inedito del 1944 a Tormarancio (1974), suggestiva opera dalle tonalità vermiglie. La galleria Edieuropa, che segue l’attività di Afro fin dagli anni Settanta, espone in questa occasione opere fondamentali e storiche della sua produzione, fino a giungere allo splendido arazzo del 1973 dal titolo Rosso cadmio, in cui si palesa la curiosità dell’artista per la materia attraverso la sperimentazione di tecniche diverse. 

“La pittura di Afro – spiega Achille Bonito Oliva – se da una parte sperimenta nuovi campi della tecnica e dell’immagine, dall’altra si inscrive nelle grandi linee della propria tradizione che corre dal Rinascimento fino ai nostri giorni. Una tensione verso la forma, intesa come capacità di transfigurazione della materia e di approdo allo svelamento di un senso interno, attraversa i territori dell’arte nell’arco di oltre cinquecento anni, costituendo così il filo rosso capace di dare identità all’immagine italiana”.Afro Libio Basaldella nasce a Udine nel 1912. L’esordio è nel 1928, accanto ai fratelli Dino e Mirko. Negli anni Trenta si trasferisce a Roma. Nel ‘35 partecipa alla Quadriennale e nel ‘36 è alla Biennale di Venezia. Nel 1948 l’immagine di Afro si concretizza in un neocubismo astratto che alla fine degli anni ’50 lascerà a favore di uno stile del tutto personale. Gli anni del Dopoguerra conducono Afro in America dove rimane impressionato dalla pittura di Gorky. Nel 1950 espone con Cagli, Guttuso, Morlotti e Pizzinato, nella mostra 5 Italian Painters. Nel 1952 l’artista aderisce al Gruppo degli Otto e prende parte alla XXVI Biennale in occasione della quale Lionello Venturi gli dedica un importante saggio critico. Nel 1955, è alla Quadriennale e partecipa alla Mostra itinerante The New Decade: 22 European Painters and Sculptors. Nel 1956 ottiene il premio come miglior pittore italiano alla Biennale. Nel 1958 prende parte insieme ad altri grandi artisti alla decorazione della nuova sede del palazzo dell’UNESCO a Parigi, dipingendo II Giardino della Speranza. Nella XXX Biennale gli viene dedicata una sala. Nel 1961 Sweeney gli dedica una monografia. Nel 1969-1970 è allestita la sua vasta antologica al Kunsthalle di Darmstadt trasferita poi alla Nationalgalerie di Berlino e in seguito al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Gli anni ’70 sono caratterizzati dall’intensificarsi dell’opera grafica e da un diradarsi dell’attività pittorica ed espositiva. Muore a Zurigo nel 1976. Nel 1977 esce l’importante monografia di Cesare Brandi pubblicata da Editalia. Dopo l’antologica del 1992 a Palazzo Reale di Milano; nel 2003, a Roma, Palazzo Venezia ospita la più completa antologica mai realizzata sull’artista in Italia.

La galleria Edieuropa (già Editalia) è attiva sulla scena artistica da oltre quaranta anni. Nata come naturale prosecuzione dell’attività editoriale della rivista “QUI arte contemporanea”, sorta nel 1966, di cui Lidio Bozzini fu editore e direttore. Ne erano fondatori sei artisti: Capogrossi, Colla, Fontana, Leoncillo, Sadun, Pasmore e nel comitato redazionale figuravano gli storici dell’arte Giovanni Carandente, Lorenza Trucchi, Mario Verdone e Marisa Volpi. L’ultimo numero di “QUI arte contemporanea”, è datato giugno 1977. Nel 1966 si cominciarono ad organizzare mostre di importanti artisti, con un particolare sguardo verso il Futurismo e l’Arte astratta. Tra le prime mostre da ricordare quelle di Paolini, Pascali, Afro, Burri. Dopo la sede “storica” di Via del Corso, nel 1998 la Galleria si trasferisce nel prestigioso palazzo “Il Girasole” di Viale Bruno Buozzi. Oggi, con la mostra di Afro, la Galleria inaugura la nuova sede di Palazzetto Cenci a Roma.