Toti Scialoja

(Roma, 1914 – Roma, 1998)

Inizia molto presto a dimostrare un versatile talento artistico, sia come pittore che come poeta. Nel 1939 un suo disegno viene segnalato dalla giuria della Quadriennale di Roma e nel 1940 realizza la sua prima personale a Genova. Sono tuttavia gli anni ’50 che vedono una definitiva svolta della sua arte che, abbandonati i modi espressionisti e cubisti delle origini, trova definitivamente la sua strada nell’astrattismo informale. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1950, 1952 e 1954.
Fra il 1955 e il 1965 viaggia e soggiorna in America e a Parigi, espone alla Galleria Viviano a New York raggiungendo fama e notorietà internazionale ed entrando in contatto con gli altri protagonisti dell’ espressionismo astratto, stringendo amicizia con, fra gli altri, Mark Rothko, Willem de Kooning e Robert Motherwell. Partecipa ancora nel 1964 alla Biennale di Venezia e nel 1966 realizza una personale alla Galleria Marlborough. Collabora con assiduità nel corso degli anni, con la Galleria Editalia (oggi Edieuropa), con mostre personali nel 1969, 1978, 1986, 1992, 2004. Nel corso degli anni ’70 Scialoja attraverserà una lunga fase di pausa e riflessione per riprendere con incredibile vigoria ed ispirazione dal 1982 sino alla morte. Pare che questa nuova illuminazione sia stata dovuta alla visione da parte dell’artista dei dipinti di Goya al Prado. Ritorna con grande successo, infatti, alla Biennale nel 1984 con una sala personale. In quest’ultima fase della sua vita si collocano le sue opere considerate di più felice realizzazione. Nel 1991 gli viene dedicata una grande antologica alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Viene ricordato anche per la sua lunga ed apprezzata attività come docente e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma, dove ebbe come allievi molti dei nomi più noti dell’arte contemporanea italiana, quali Mario Ceroli, Pino Pascali e Jannis Kounellis. Scialoja è presente nei più importanti musei come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Il Mart di Rovereto, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e in numerose gallerie d’arte di primaria importanza.

Toti Scialoja

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