Mutevoli Confini

Mutevoli Confini
“L’adozione di tecniche tradizionali, di tecniche più sperimentali o di vere e proprie contaminazioni tra linguaggi diversi, sono comunque tutte tese entro una dimensione ipotetica, dove è lo scorrimento e non la fissazione, il carattere dominante del lavoro. Dove i confini sono mutevoli e ogni giorno si estendono in una differente dimensione”.

a cura di Giovanni M. Accame

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L’ultimo Scialoja, 1982 – 1998

L'Ultimo Scialoja

a cura di Fabrizio D’Amico

“Tornare al gesto, al gesto unico, al grande gesto automatico che annulli la negazione, che annulli l’altro da sé – la prigione….. Tornare ad una pittura che valga come finale scancellazione dell’inerte”, scriveva Scialoja sul “Giornale” nel 1979, mentre la sua opera si popolava di fremiti e irregolarità, nella duplice esigenza di rigore e libertà.”

 

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Vedo Rosso

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“La mostra propone, quindi, le infinite declinazioni del rosso da parte di alcuni tra i più noti artisti contemporanei ed offre un panorama molto vario, in cui nonostante il comune – è proprio il caso di dire – fil rouge, ogni opera è il risultato “unico” di una singolare, personale interpretazione di un colore che non ha mai lasciato nessuno indifferente.”

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Lorenzetti : Ferri Lunatici

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“Sono immagini che vivono nel rapporto dialettico tra i severi e netti piani delle nere lamiere di ferro e le vibranti modulazioni plastiche delle lastre lunari dell’alluminio.
Forme fluenti o accidentate, ali frastagliate al vento, superfici flesse in oggetti ed anse creano estrosi, liberi giochi nell’aria che, ritmando la luce nello spazio con tempi lenti o accelerati, si espandono verso il cielo, si adagiano su ampi orizzonti o si incastrano in luoghi solitari.”

 

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Gerardo Dottori opere inedite o raramente esposte dal maestro dell’aereopittura

Gerardo Dottori opere inedite o raramente esposte dal maestro dell’aereopittura
“Indubbiamente Dottori “esplode” dopo la guerra, inventando nel 1928 con Mino Somenzi e poi con Marinetti la teoria e l’applicazione pittorica dell’Aeropìttura: visioni dall’alto del paesaggio prima statiche, poi dilatate, distorte e in movimento dall’aeroplano. Il pittore perugino esalta non solo il nuovo linguaggio, ma la nuova condizione mentale consentita dal volo.”

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